Per uno sviluppo dell’OLivicoltura In Oltrepò pavese

Il cambiamento climatico, assieme alla perdita di biodiversità, è una delle più grandi sfide che il mondo abbia mai affrontato. L’aumento delle temperature medie, dagli anni ’90 del secolo scorso in poi, accompagnato da precipitazioni più scarse o fortemente irregolari, stanno infatti alterando profondamente il nostro clima e tali effetti, se non contrastati con azioni incisive a livello globale, sono destinati ad aggravarsi nei prossimi decenni.

Il territorio dell’Oltrepò Pavese non fa eccezione, con evidenze già di fenomeni negativi, ma forse anche di nuove possibilità. Sul lato negativo, il vino prodotto in questo territorio dimostra i primi problemi, attraverso l’innalzamento del suo grado alcolico medio e per i periodi di stress idrico sempre più frequenti a cui sono sottoposte le piante di vite.

L’effetto indotto dal cambiamento climatico sembra quindi incidere negativamente sul nostro territorio per le coltivazioni per cui è tradizionalmente vocato, ma potrebbe forse essere sfruttato a vantaggio di altre colture, se si pensa al potenziamento dei frumenti semi-duri o duri e alla reintroduzione/incremento della coltura dell’olivo, entità tipicamente mediterranee.

L’idea progettuale qui presentata ha come obiettivo la maggiore conoscenza della realtà della olivicoltura già insediata, da una decina di anni almeno, in Oltrepò Pavese e soprattutto delle sue potenzialità per gli anni e decenni futuri. In questo contesto territoriale esistono molteplici zone in cui la conformazione geomorfologica del territorio consente la presenza di microclimi adatti alla coltivazione degli olivi; sono proprio queste zone che potrebbero vedere un’espansione dell’olivicoltura. Come base conoscitiva proponiamo la redazione, per la prima volta in quest’area, di una carta vocazionale della coltivazione dell’olivo, che identifichi le zone più idonee alla coltivazione di questa pianta sotto il punto di vista produttivo, partendo dal quadro geologico e climatico, evidenziandone così in termini sperimentali le potenzialità. La domanda fondamentale che il progetto si pone è la seguente: il cambiamento climatico porterà alla ridefinizione degli areali di coltivazione verso nord, sino a rendere l’olivo una coltura agraria riconosciuta a pieno titolo nel nostro comprensorio?

Sempre grazie al coinvolgimento di un ente di ricerca pubblico come l’Università di Pavia, ulteriori attività sperimentali saranno messe in atto per dare una risposta a queta domanda. Il quadro che verrà definito potrà fornire indicazioni utili alle aziende proponenti e per tutto il comparto olivicolo oltrepadano, attuale o futuro.

La disseminazione dei risultati ottenuti, che consentiranno l’individuazione di areali predisposti, sarà la naturale conseguenza e risposta a questo interrogativo.

https://enrd.ec.europa.eu/it/policy-in-action/cap-towards-2020/rdp-programming-2014-2020